Le organizzazioni moderne producono ogni giorno una quantità straordinaria di conoscenze. I dipendenti risolvono i problemi dei clienti, si scambiano idee nelle chat, prendono decisioni durante le riunioni, revisionano documenti e sviluppano metodi di lavoro migliori grazie all’esperienza. Tuttavia, creare informazioni non significa necessariamente renderle utili.

Un’azienda può già possedere la risposta a una domanda importante, ma i dipendenti potrebbero comunque avere difficoltà a trovarla. L’informazione potrebbe essere nascosta in una cartella obsoleta, sepolta in una lunga conversazione via email oppure conosciuta soltanto da un collaboratore esperto. Quando una conoscenza preziosa esiste ma non riesce a raggiungere facilmente le persone che ne hanno bisogno, si crea un silo informativo.

I silos informativi riducono silenziosamente la produttività, ostacolano la collaborazione e rendono le aziende eccessivamente dipendenti da singoli dipendenti. Per eliminarli non basta acquistare nuovi strumenti digitali. Le organizzazioni devono sviluppare sistemi chiari e abitudini quotidiane che rendano la conoscenza facile da acquisire, organizzare, trovare e riutilizzare.

Che cos’è un silo informativo?

Un silo informativo è un insieme di informazioni che rimane isolato all’interno di una persona, un reparto, un sistema o una posizione specifica. Gli altri dipendenti potrebbero non sapere che tali informazioni esistono, non avere l’autorizzazione per accedervi oppure non riuscire a trovarle abbastanza rapidamente da poterle utilizzare.

Alcuni silos sono semplici da riconoscere. Per esempio, il reparto vendite potrebbe conservare informazioni sui clienti alle quali il team marketing non può accedere. Altri silos, invece, sono meno evidenti. Una decisione relativa a un progetto potrebbe essere registrata in una chat privata, mentre i documenti di supporto sono archiviati in diverse cartelle scollegate. In altri casi, un dipendente potrebbe conoscere una procedura essenziale senza averla mai documentata.

Tecnicamente, l’organizzazione possiede queste conoscenze, ma non riesce a utilizzarle in modo efficace. Si crea così una distanza tra il possesso delle informazioni e la capacità di trarne beneficio.

I silos informativi non sono sempre intenzionali

Raramente i dipendenti creano silos in modo deliberato. Nella maggior parte dei casi, questi si formano perché le persone sono concentrate sul completamento delle attività più urgenti. Un team prende rapidamente una decisione durante una videoconferenza e prosegue il lavoro senza registrarla. Un dipendente salva un file con un nome poco chiaro perché sa già cosa contiene. Un responsabile spiega ripetutamente una procedura invece di preparare una guida, poiché rispondere direttamente sembra più veloce.

Ogni singola azione può apparire innocua. Tuttavia, quando queste abitudini si ripetono in tutta l’organizzazione, le informazioni utili diventano frammentate e difficili da recuperare.

Come si formano i silos informativi

I silos informativi possono nascere in quasi tutte le fasi del lavoro. Comprenderne le cause rappresenta il primo passo per prevenirli.

Le decisioni importanti non vengono documentate

Le riunioni producono spesso decisioni, impegni e nuove idee. Se nessuno registra i risultati, i dipendenti devono affidarsi alla memoria. I partecipanti potrebbero ricordare la discussione in modi diversi, mentre chi non era presente potrebbe non sapere affatto cosa è stato deciso.

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Un semplice riepilogo della riunione, contenente la decisione, le motivazioni, il responsabile e l’azione successiva, può impedire che queste informazioni vadano perdute.

I documenti perdono il proprio contesto

Un documento completato può mostrare ciò che un team ha prodotto, ma non sempre spiega perché siano state effettuate determinate scelte. In assenza di commenti, versioni precedenti, feedback dei clienti o collegamenti alle discussioni pertinenti, i futuri dipendenti potrebbero avere difficoltà a comprenderne la storia.

Immaginiamo, per esempio, che un nuovo responsabile marketing debba esaminare il piano di una campagna dell’anno precedente. Il documento finale potrebbe essere disponibile, ma potrebbero mancare le ricerche e i commenti dei clienti che lo hanno influenzato. Di conseguenza, il responsabile potrebbe ripetere un lavoro già svolto perché il contesto non è stato conservato.

Le informazioni dipendono da persone chiave

I dipendenti più esperti diventano spesso punti di riferimento informali per la conoscenza aziendale. I colleghi si rivolgono a loro ogni volta che hanno bisogno di aiuto, perché queste persone conoscono i sistemi, i clienti e le procedure dell’organizzazione.

La loro esperienza è preziosa, ma una dipendenza eccessiva da una sola persona comporta rischi operativi. Se il dipendente si assenta, cambia ruolo o lascia l’azienda, conoscenze essenziali potrebbero diventare inaccessibili.

I team utilizzano strumenti non collegati

Le informazioni possono frammentarsi anche quando i dipendenti utilizzano applicazioni diverse per email, messaggistica, archiviazione dei file, gestione dei progetti e documentazione. Anche se ciascuno strumento funziona bene individualmente, il sistema complessivo può rendere difficile rintracciare le informazioni.

I dipendenti potrebbero ricordare l’esistenza di un file senza sapere se è stato inviato via email, pubblicato in una chat o caricato su un archivio condiviso. Il tempo trascorso a cercare su diverse piattaforme interrompe la concentrazione e rallenta il lavoro.

I costi aziendali delle conoscenze inaccessibili

I silos informativi non rappresentano soltanto un problema di praticità. Possono generare costi misurabili in tutta l’organizzazione.

Perdita di tempo e riduzione della produttività

Quando i dipendenti non riescono a trovare un’informazione, si trasformano in investigatori digitali. Cercano nelle caselle di posta, aprono vecchie cartelle, scorrono conversazioni e contattano i colleghi per ricevere assistenza. Una singola ricerca potrebbe richiedere solo pochi minuti, ma le ricerche ripetute da un’intera forza lavoro possono consumare centinaia di ore produttive.

Le continue interruzioni influiscono anche sui dipendenti ai quali vengono richieste informazioni. Gli esperti possono avere difficoltà a svolgere attività che richiedono concentrazione, perché devono rispondere ripetutamente a domande che una documentazione adeguata potrebbe risolvere.

Duplicazione del lavoro e ripetizione degli errori

Un team potrebbe ripetere una ricerca, ricreare una presentazione o ricostruire una procedura semplicemente perché non riesce a trovare i materiali precedenti. I dipendenti potrebbero anche ripetere gli stessi errori se le lezioni apprese non sono mai state documentate.

La condivisione delle conoscenze consente ai team di costruire il futuro partendo dal lavoro già svolto. Senza di essa, ogni progetto rischia di ricominciare da zero.

Inserimento più lento dei nuovi dipendenti

I nuovi dipendenti hanno bisogno di qualcosa di più delle politiche aziendali e delle descrizioni delle mansioni. Devono capire come viene realmente svolto il lavoro, perché esistono determinate procedure e dove trovare risposte affidabili.

Quando queste conoscenze sono frammentate, i nuovi assunti devono imparare facendo continuamente domande ai colleghi. Questo rallenta i loro progressi e impone un ulteriore carico di lavoro ai membri più esperti del team. Un sistema di conoscenza ben organizzato consente ai nuovi dipendenti di imparare autonomamente, pur continuando a richiedere assistenza quando necessario.

Decisioni più lente e meno efficaci

Per prendere decisioni affidabili servono informazioni aggiornate e un contesto pertinente. Quando le informazioni sono nascoste oppure obsolete, i dipendenti potrebbero agire basandosi su dati incompleti. I team potrebbero inoltre rimandare una decisione mentre attendono la persona che possiede le conoscenze necessarie.

Rendere più facile l’accesso a informazioni affidabili aiuta i dipendenti ad agire con maggiore rapidità e sicurezza.

Un approccio in tre fasi alla gestione della conoscenza

Le organizzazioni possono ridurre i silos considerando la conoscenza come una risorsa che attraversa tre fasi collegate: acquisizione, organizzazione e reperimento.

1. Acquisire la conoscenza durante il lavoro

Le informazioni utili dovrebbero essere registrate nel momento in cui vengono create, o poco dopo. Ciò non significa che i dipendenti debbano produrre lunghi rapporti dopo ogni conversazione. È invece necessario documentare i dettagli che potrebbero servire ad altre persone in futuro.

Una breve registrazione potrebbe includere:

  • La decisione presa
  • La ragione alla base della decisione
  • La persona responsabile dell’azione successiva
  • Le scadenze, i documenti o le discussioni pertinenti
  • Le lezioni apprese da un problema o da un progetto

I modelli predefiniti possono semplificare questo processo. I team possono utilizzare formati coerenti per verbali delle riunioni, revisioni dei progetti, guide alla risoluzione dei problemi e procedure operative standard. L’obiettivo è trasformare la documentazione in una parte naturale del lavoro.

2. Organizzare le informazioni secondo regole chiare

Le informazioni raccolte hanno poco valore se vengono inserite in uno spazio digitale disordinato. Le organizzazioni hanno bisogno di regole semplici per la denominazione dei file, l’assegnazione della proprietà, l’accesso e la manutenzione.

I documenti dovrebbero avere titoli descrittivi anziché nomi come “Versione finale 2” o “File aggiornato”. I materiali correlati dovrebbero essere conservati insieme e i dipendenti dovrebbero poter identificare facilmente la versione più recente. Ogni risorsa importante dovrebbe inoltre avere un responsabile incaricato di revisionarla e aggiornarla.

Le autorizzazioni devono trovare un equilibrio tra sicurezza e accessibilità. Le informazioni riservate devono rimanere protette, ma restrizioni eccessive possono creare nuovi silos. I dipendenti dovrebbero poter accedere alle informazioni necessarie per le proprie responsabilità senza dover affrontare procedure di approvazione superflue.

3. Rendere le conoscenze facili da trovare

I dipendenti non dovrebbero essere obbligati a sapere esattamente dove è archiviata un’informazione prima di poterla cercare. Una base di conoscenza centralizzata, un sistema coerente di etichette e una funzione di ricerca affidabile possono rendere le risposte più semplici da trovare.

I risultati della ricerca dovrebbero inoltre aiutare i dipendenti a valutare l’affidabilità delle informazioni. Mostrare il proprietario del documento, la data di pubblicazione, la cronologia delle revisioni e lo stato di approvazione permette agli utenti di distinguere le indicazioni aggiornate dai contenuti obsoleti.

Le organizzazioni dovrebbero esaminare regolarmente le ricerche effettuate e le domande ricorrenti dei dipendenti. Se molte persone cercano lo stesso argomento senza trovare una risposta utile, probabilmente il sistema di gestione della conoscenza deve essere migliorato.

Creare una cultura della condivisione delle conoscenze

La tecnologia fornisce la struttura per gestire la conoscenza, ma è la cultura aziendale a determinare se i dipendenti la utilizzeranno davvero.

I responsabili dovrebbero considerare la documentazione una parte prevista del lavoro, non un’attività amministrativa facoltativa. I dipendenti devono avere tempo sufficiente per registrare le decisioni, migliorare le guide e condividere ciò che hanno imparato. I manager possono rafforzare questi comportamenti utilizzando personalmente le risorse documentate e riconoscendo il contributo di chi condivide conoscenze utili.

Anche la sicurezza psicologica è importante. I dipendenti devono sentirsi liberi di fare domande, ammettere di non conoscere una risposta e discutere gli errori. Le lezioni vengono condivise più facilmente quando l’organizzazione considera gli errori opportunità di miglioramento anziché motivi di colpevolizzazione.

La condivisione delle conoscenze dovrebbe inoltre offrire vantaggi a chi contribuisce. Una buona documentazione riduce le domande ripetitive, evita che determinate persone diventino colli di bottiglia e rende le loro competenze più visibili all’interno dell’organizzazione.

Passaggi pratici per iniziare

Le organizzazioni non devono necessariamente riprogettare tutti i propri sistemi contemporaneamente. Possono iniziare da un’area specifica in cui la difficoltà di accesso alle informazioni provoca ritardi frequenti.

Un’azienda potrebbe, per esempio, cominciare documentando le domande più comuni rivolte all’assistenza clienti. Potrebbe quindi assegnare un responsabile a ogni articolo, stabilire un calendario di revisione e verificare se i dipendenti riescono a trovare le risposte senza chiedere aiuto.

Dopo aver ottenuto risultati positivi, lo stesso metodo può essere esteso all’inserimento dei nuovi dipendenti, alla gestione dei progetti, alle vendite, alle risorse umane e ad altri reparti. Un miglioramento graduale è spesso più sostenibile rispetto al tentativo di realizzare una trasformazione completa in una sola volta.

Conclusione

I silos informativi sono difficili da individuare perché le informazioni non sono necessariamente scomparse. Esistono ancora da qualche parte all’interno dell’organizzazione, ma sono scollegate dalle persone e dalle situazioni in cui potrebbero creare valore.

Abbattere questi silos richiede un sistema intenzionale per acquisire le conoscenze importanti, organizzarle insieme al loro contesto e renderle semplici da trovare. È inoltre necessaria una cultura aziendale che consideri la documentazione e la condivisione una responsabilità comune.

Quando la conoscenza circola liberamente, i dipendenti trascorrono meno tempo a cercare informazioni e più tempo a svolgere attività di valore. I nuovi assunti diventano produttivi più rapidamente, i team evitano di duplicare il lavoro già svolto e i responsabili prendono decisioni più consapevoli. Soprattutto, la conoscenza organizzativa diventa una risorsa condivisa e duratura, anziché rimanere intrappolata nelle caselle di posta personali, nei sistemi isolati o nella memoria delle singole persone.

© Crediti d’immagine a Diana 

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